Il festival della sobrietà, questo Sanremo 2026, a confronto con le edizioni precedenti. Oltre la musica l’estetica generale ha reso bene il passaggio tra vecchio e nuovo, dove a fare da cerniera è lo stesso Carlo Conti. Sul palco dell’Ariston si è celebrato il trionfo della neutralità, con uno stile prudentemente piatto, forse proprio per provare a piacere a tutti, senza strafare.
Il simbolo di questa scelta, Laura Pausini, la parte femminile della conduzione, icona adatta per inaugurare il ritorno dell’alta moda e, nello stesso tempo, trasmettere un’immagine rassicurante, rispettosa di una narrazione più moderna che contemporanea.
Schemi mai rotti, solo a tratti “lesionati” per dare un tocco di freschezza, come nel caso del tutù rockettaro di Ditonellapiaga, del completino “legnato” di Dargen D’Amico, dell’eleganza dissonante che Le bambole di pezza mostrano nell’armonia degli intrecci cromatici.
Per il resto, uno stile perfettamente sanremese, nel look e nel canto, che sorprende per la capacità condivisa di adattarsi alla serata di gala, coinvolgendo tutti, grandi e piccoli, da Arisa a Tredici Pietro, da Serena Brancale a Leo Gassman, da Malika Ayane ai giovanissimi LDA e Aka7even.
La stessa linea ha seguito anche la quota ospiti, mixando bene celebrazione e intrattenimento moderno.
Allo stile contiano sembrerebbero essersi adeguati anche gli ospiti, tra questi Tiziano Ferro, che ha celebrato i 25 anni di carriera con un medley evocativo del suo percorso artistico, apprezzato dal pubblico in standing ovation. A lui si affianca Gaia, in collegamento esterno dal palco del Suzuki stage.
Dalla location della Costa Toscana, invece, Max Pezzali ha animato un mini party anni ‘90, evocando successi come Sei un mito e La regina dellecelebrità. Continuerà nelle prossime serata.
Concludiamo questo primo racconto su Sanremo tornando all’apertura del festival, con Olly, vincitore della precedente edizione, che ha ricordato a tutti “dove eravamo rimasti”.
In generale, Sanremo 2026 apre con un “marchio di regia”, più intenzionato a ricercare il connubio tra vecchio e nuovo che impegnato ad alzare polveroni.
Al termine della lunga maratona, i voti della sala stampa, chiamata a confermare o ribaltare i pronostici, hanno definito una cinquina di testa che conferma l’intenzione autoriale, mescolando la melodia moderna con le vocalità classiche.
Ecco i primi cinque classificati (comunicati in ordine casuale): Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.




